La libertà secondo Rushdie
Alla prima uscita pubblica in India, dopo gli scandali e i controscandali che gli avevano impedito di partecipare al Festival della letteratura a Jaipur, Salman Rushdie ha fatto un discorso bello e duro sulla libertà di espressione, in India e non solo. “La combinazione tra fanatismo religioso e opportunismo politico e, devo dirlo, apatia pubblica sta danneggiando quella libertà da cui tutte le libertà dipendono: la libertà d’espressione”, ha detto Rushdie.
12 AGO 20

Alla prima uscita pubblica in India, dopo gli scandali e i controscandali che gli avevano impedito di partecipare al Festival della letteratura a Jaipur, Salman Rushdie ha fatto un discorso bello e duro sulla libertà di espressione, in India e non solo. “La combinazione tra fanatismo religioso e opportunismo politico e, devo dirlo, apatia pubblica sta danneggiando quella libertà da cui tutte le libertà dipendono: la libertà d’espressione”, ha detto Rushdie. “State tutti dormendo, molto dormendo, è venuta l’ora di svegliarsi”, ha ribadito lo scrittore dei “Versetti satanici” (e di altri bei romanzi, ma quello è passato alla storia perché fu oggetto di fatwa da parte dell’ayatollah Khomeini), parlando a una platea di imprenditori e intellettuali riuniti a Nuova Delhi per la conferenza annuale del gruppo editoriale di India Today. Per Rushdie la partecipazione nella lotta per la libertà deve essera alta e sentita, altrimenti si finisce per subire leadership corrotte o fanatiche. Lo scrittore ha fatto i nomi. Ha distrutto l’allure mediatica che si è materializzata attorno a Imran Khan, la star del cricket prestatosi alla politica pachistana che si è venduto (e molti hanno comprato) come l’alternativa moderata a Islamabad, la terza via tra corruzione e islamismo.
Al pubblico cui si è rivolto lo scrittore doveva parlare anche Khan, ma quando ha saputo della presenza di Rushdie, il “leader moderato” non si è presentato: lo scrittore ha causato “un danno incommensurabile” ai musulmani di tutto il mondo, ha detto Khan. “Un danno incommensurabile” ai musulmani è stato fatto dai “terroristi in Pakistan che agiscono in nome dell’islam”, ha ribattuto Rushdie. “Un danno incommensurabile” ai musulmani è stato dato dal rifugio pachistano di Bin Laden e dal fatto che l’80 per cento dei pachistani lo considera “un eroe”. “Un danno incommensurabile” alla comunità musulmana è stato causato dalle difficoltà economiche e dalla mancanza di istruzione dettate da politiche guidate dai mullah. Ricordando i tempi in cui Khan “faceva il playboy” a Londra, Rushdie ha detto di essere pronto a un dibattito con il “leader moderato”, in qualsiasi momento e in qualsiasi posto. “Be’ forse non proprio in qualsiasi posto”, ha ironizzato Rushdie, invincibile quando ha concluso: “Ecco cosa vuol dire esercitare la propria libertà di parola. It feels pretty good, doesn’t it?”.
Al pubblico cui si è rivolto lo scrittore doveva parlare anche Khan, ma quando ha saputo della presenza di Rushdie, il “leader moderato” non si è presentato: lo scrittore ha causato “un danno incommensurabile” ai musulmani di tutto il mondo, ha detto Khan. “Un danno incommensurabile” ai musulmani è stato fatto dai “terroristi in Pakistan che agiscono in nome dell’islam”, ha ribattuto Rushdie. “Un danno incommensurabile” ai musulmani è stato dato dal rifugio pachistano di Bin Laden e dal fatto che l’80 per cento dei pachistani lo considera “un eroe”. “Un danno incommensurabile” alla comunità musulmana è stato causato dalle difficoltà economiche e dalla mancanza di istruzione dettate da politiche guidate dai mullah. Ricordando i tempi in cui Khan “faceva il playboy” a Londra, Rushdie ha detto di essere pronto a un dibattito con il “leader moderato”, in qualsiasi momento e in qualsiasi posto. “Be’ forse non proprio in qualsiasi posto”, ha ironizzato Rushdie, invincibile quando ha concluso: “Ecco cosa vuol dire esercitare la propria libertà di parola. It feels pretty good, doesn’t it?”.